Published on agosto 20th, 2016 | by Staff

Le 4 domande più frequenti sul Burro di Karitè

Non importa se siete laureati, se siete esperti di prodotti biologici legati al benessere, oppure se avete appena preso in mano la vostra prima confezione di burro di Karitè. Perché, in ogni caso, saranno sicuramente numerose le domande in merito a questo preziosissimo prodotto naturale. E come ogni prodotto che si rispetti, anche lo Shea Butter ha una serie di risposte che non vede l’ora di svelare, ma solo alle persone più attente e sinceramente curiose. Se voi fate parte di questa larga schiera, non vi resta che proseguire con la lettura di questo articolo e trovare una risposta alle 4 domande più frequenti sul burro di Karitè.

È meglio il burro di Karitè puro o quello raffinato?

Questa è indubbiamente una delle prime (e più importanti) domande che vi sarete posti più di una volta. E la risposta non è poi così diversa da come l’avete immaginata: il burro di Karitè puro è assolutamente migliore di quello raffinato. Fin qui, pochi dubbi. Ma perché? Il motivo è davvero semplice: la raffinazione dello Shea Butter avviene tramite cottura e, dunque, va ad inficiare su una serie di principi attivi del burro, che muoiono abbassandone la qualità. Certo, la raffinazione è necessaria per rendere il burro di Karitè inodore, incolore e meno grumoso: ma ne vale davvero la pena?

Che odore dovrebbe avere il burro di Karitè?

Una bella domanda, non è vero? L’odore del burro di Karitè, che viene spesso eliminato con la raffinazione, parrebbe essere terrificante e orribile: sennò perché sbattersi tanto per toglierlo? In realtà non è affatto così: lo Shea Butter ha un vago aroma di nocciola tutt’altro che fastidioso. La sua rimozione avviene soprattutto per favorire la produzione dei cosmetici, che aggiungono ovviamente altre essenze profumate per andare incontro ai gusti della massa dei consumatori. Fate però attenzione: se l’odore diventa troppo forte e pungente, probabilmente il burro si è irrancidito per via di una scorretta conservazione. In altre parole, l’odore dovrebbe essere sempre buono ma tenue.

Il burro di Karitè è scaduto: cosa faccio?

Avete superato la data di scadenza della vostra confezione di Shea Butter? State calmi ed aspettate a lanciarlo nella spazzatura. Dovete infatti sapere che la data di scadenza è un semplice obbligo commerciale, ma la realtà è che il burro di Karitè impiega anni per scadere, soprattutto se viene conservato con riguardo. Lasciate dunque perdere la data di scadenza, e buttatelo solo quando comincerà ad avere un odore molto forte, oppure quando vedrete emergere dell’acqua dalla pasta.

Perché il burro di Karitè è bianco in alcune parti e giallo in altre?

Una delle cose più interessanti è che il burro di Karitè non è tutto uguale: il colore e la consistenza può infatti variare da albero ad albero, ed anche l’intensità dell’odore. Di conseguenza non solo può variare il colore (che in alcuni casi può raggiungere anche il marrone), ma può variare anche la consistenza. Quando vedrete del burro che contiene sia parti gialle che bianche, non preoccupatevi: è un segnale che indica la presenza di pigmenti vegetali diversi!

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