Published on agosto 4th, 2016 | by Staff

Il Burro di Karitè: non solo benessere

Quando sentiamo parlare del burro di Karitè difficilmente siamo portati a pensare che, dietro la sua produzione, vi sia una fase estremamente lunga e quasi del tutto artigianale. Per noi è semplicemente una pasta burrosa o semi-liquida da spalmarci allegramente sulla pelle, o da utilizzare in cucina. Ed invece il burro di Karitè non è solo benessere, e di certo non piove dal cielo: la sua lavorazione è infatti molto complessa, impiega tantissime braccia, fornisce lavoro a molte donne africane e, dunque, è un autentico toccasana per un’economia che, purtroppo, è sempre molto instabile e pericolante.

C’è chi lo utilizza per curare le rughe, chi lo spalma sul corpo per favorire la circolazione sanguigna, chi ci fa il sapone e chi addirittura le candele. E poi ci sono le meravigliose e laboriose donne africane, che lo usano per trovare lavoro e dunque per vivere. Ma ciò al quale noi ci stiamo riferendo non è semplicemente una catena di produzione che porta alla vendita, ma una vera e propria occupazione artigianale che resiste da secoli, e che in Africa viene vista come una cosa addirittura sacra. L’albero di Shea, dunque, è un enorme pilastro di un’economia che si regge davvero su pochi aspetti concreti.

Ed il burro di Karitè è uno di essi. Ogni barattolo che arriva in Europa e in Italia, infatti, comincia il suo splendido percorso in cima ai rami dell’imponente albero dello Shea ghanese: da ogni singolo dado, nasce una percentuale piccolissima di burro che è il frutto di una doppia macinazione fatta a mano, di un filtraggio, di un lavaggio anch’esso manuale e di una lunga fase di impasto. E ognuno di questi passaggi, come dicevamo, è affidato alle donne, che possono così contribuire al mantenimento della famiglia, mandare a scuola i figli garantendogli un’importantissima istruzione, e dedicarsi ad un’attività che fa parte delle proprie radici culturali. La prossima volta che aprirete la vostra preziosa confezione di burro di Karitè, pensateci!

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