Published on luglio 24th, 2016 | by Staff

Cosa non fare con il Burro di Karitè

Il burro di Karitè è uno spettacolare prodotto naturale che permette di curare qualsiasi cosa, dalle cicatrici alle rughe, passando per la psoriasi e gli eczemi. Eppure, come accade per qualsiasi altro prodotto sulla faccia della terra, la sua conservazione nelle giuste condizioni ambientali è assolutamente essenziale per il mantenimento di tutti i suoi principi attivi. Se anche voi avete scelto di affidarvi a lui per curare i vostri malanni, oppure per mantenere la vostra pelle fresca come una rosa, ci sono alcune cose che dovete sapere. Vediamo dunque cosa non dovrete mai fare con il Burro di Karitè.

Niente bagnetto al Burro di Karitè

No, non stiamo certo pensando che siate capaci di mettere il burro di Karitè a mollo in una bacinella piena di acqua, però è bene che sappiate che lo Shea Butter si mantiene per molto tempo solo se conservato al riparo dai luoghi umidi. Parliamo di una sostanza contenente una serie di grassi estremamente stabili, che però non tollerano in alcun modo l’umidità ed il contatto prolungato con l’aria: questo significa che dovrete sempre chiudere la confezione, assicurandovi che sia sigillata correttamente, e conservare il vostro burro in un luogo fresco ma molto, molto asciutto. Cosa succederebbe in caso contrario? Beh, diciamo che il vostro burro di Karitè diventerebbe una allegra coltivazione di muffa, con tanto di pozzanghera stagnante sulla superficie. Se non avete intenzione di diventare dei coltivatori di muffa, forse è il caso che facciate molta attenzione!

Burro di Karitè? No alle tintarelle estive

Lo sappiamo: l’estate è una stagione perfetta per spiaggiarsi al sole e per farsi una bella nuotata. Ma voi non siete un grasso vegetale, e dunque avete delle esigenze tutte diverse. E dato che abbiamo già visto quanto sia importante evitare acqua e umidità al nostro burro, tanto vale proibirgli anche le esposizioni al sole: state tranquilli, perché lui non si offenderà! Il problema è che, come ogni grasso vegetale degno di questo nome, lo Shea Butter quando viene esposto alla luce subisce una trasformazione chimica (nota come ossidazione) che lo fa diventare rancido, puzzolente e cattivo. In altre parole, è meglio conservarlo in un luogo protetto dall’esposizione ai raggi UV, e di aggiungere ulteriori precauzioni utilizzando un barattolo in vetro ambrato (che blocca i suddetti raggi) e magari anche una copertura in alluminio (che riflette la luce del sole). Seguite questi due importantissimi consigli, e riuscirete a conservare intatto il vostro burro anche molto dopo la scadenza.

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