Published on aprile 9th, 2016 | by Staff

Storie e leggende sul Karitè

Tutto ciò che appartiene al magnifico continente africano, è necessariamente avvolto da un alone di mistero e magia. Un manto che le testimonianze storiche in nostro possesso possono disvelare solo parzialmente. E lo stesso vale per il portentoso burro di Karitè, proveniente dalla lavorazione dei noccioli offerti dall’albero selvatico noto come Shea. Attorno all’arbusto del Karitè e al suo burro, infatti, si muovono storie e leggende davvero interessanti e coinvolgenti.

La storia del burro di Karitè

La prima testimonianza scritta sul burro di Karitè risale addirittura al 1352, ed è stata scritta dall’allora sultano del Marocco Batouta: recatosi in visita di cortesia in Mali, il sultano tornò il patria stregato dalle qualità di questo prodotto. Dopo di lui il silenzio, almeno fino a quando Mungo Park, esploratore scozzese, non risalì il fiume Gambia intorno al 1780 e non venne a contatto col burro di Karitè, raccontandone le proprietà nel suo diario: “Quando le tribù africane abbattono le foreste per far spazio alle abitazioni – racconta Park – lasciano intatti solo gli alberi di Karitè”. Una chiara indicazione sull’importanza che le popolazioni autoctone riconoscevano all’arbusto. Grazie a Mungo Park, l’Europa poté finalmente conoscere il burro di Karitè.

Il Karitè: l’Oro delle donne africane

La preparazione del burro di Karitè è una questione che riguarda quasi esclusivamente le donne. E questo non solo perché il composto risulta essere un ottimo mezzo di sostentamento economico per le numerose famiglie africane, ma anche per via di una tradizione lunga secoli, che vede proprio le donne innalzarsi a custodi del sacro arbusto del Karitè. Secondo i racconti, infatti, l’albero ospita uno spirito che solo i balli e i canti delle donne riescono a saziare. Per questo motivo, sono proprio loro a proteggerlo: in Africa, infatti, è espressamente proibito tagliare o anche solo scalfire la corteccia di uno Shea.

Le leggende sul potere divino del Karitè

Stando alle tradizioni africane, l’arbusto del Karitè ospita l’essenza e l’anima degli Dei. Oltre ad essere fonte del noto burro, infatti, lo Shea è un autentico totem alla base del quale le popolazioni africane si inginocchiano e pregano, chiedendo agli Dei di alleviare i loro dolori. Secondo una leggenda molto diffusa in Africa, una donna espresse all’albero il desiderio di avere un figlio: seguendo il consiglio dello stregone del villaggio, conservò sette palline di burro di Karitè dentro una zucca vuota posta alla sua base, e pregò per sette sere di fila. Alla fine il burro si trasformò in una bellissima bambina, ma tornò ad essere burro quando, una volta andata via la madre, gli uomini del villaggio non la costrinsero a lavorare al sole, facendola sciogliere. Una storia che palesa tutta la delicatezza e l’importanza del burro di Karitè.

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